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venerdì 19 febbraio 2021

Apocalisse Transumanista

La vera APOCALISSE sarà la digitalizzazione totale dell’uomo... non una apocalisse come nei film... ma il passaggio transumanista da umani di carne a umani digitali.  La qual cosa può essere vista come fine dell'umanità o come evoluzione (permetterebbe, ad esempio, viaggi interstellari altrimenti impossibili). 
Saranno cose possibili tra molto tempo e noi non ci arriveremo a vederle.

Elon Musk ad esempio investe in due cose:

1- viaggi su Marte

2- connessione uomo macchina.

Le due cose sono legate come ho detto sopra.

Prima di arrivare a questo saremo gradualmente sempre più legati al digitale. Noi siamo solo precursori di questa "transizione transumana".

Pensate ad esempio al sesso quando l’integrazione uomo macchina digitale sarà completa... a quel punto l'erede di PornHub sostituirà quasi integralmente il sesso reale. Questo penso lo vedremo fra una ventina di anni (non male visto che sarò troppo vecchio per trovare belle ragazze nel mondo reale J ).

Sempre fra una ventina di anni arriveremo al chip biometrico di cripto valuta. Cioè un chip che lega i nostri parametri vitali (quindi le nostre azioni) alla disponibilità di “moneta” digitale per acquisire beni (per lo più anch’essi digitali). 

Questo brevetto già esiste ed è il Chip numero di protocollo 060606 di Microsoft, uscito a inizio Covid lo scorso febbraio. (https://patents.google.com/patent/WO2020060606A1/en). 

La coincidenza del numero di protocollo con l’Apocalisse di Giovanni è statisticamente molto rilevante.


Consiglio per avere una idea del futuro fantascientifico che potrebbero avere i nostri pronipoti di vedere la  serie TV Altered Carbon. 



G.D.

lunedì 16 gennaio 2017

Il mito di Tiresia: chi gode di più?

Il più diffuso mito di Tiresia narra che, passeggiando sul monte Cillene, vide due serpenti che copulavano, ne uccise la femmina perché quella scena lo infastidì. In quello stesso momento Tiresia fu tramutato da uomo a donna e visse in questa condizione per sette anni autunni provando tutti i piaceri che una donna potesse provare. Passato questo periodo venne a trovarsi di fronte alla stessa scena di due serpenti che facevano sesso, ma questa volta uccise il serpente maschio e nello stesso istante ritornò uomo.

Ovidio nel III libro delle Metaformosi racconta che un giorno Zeus ed Era, brilli, si trovarono divisi da una controversia: chi prova più piacere, l'uomo o la donna? . Zeus sosteneva che fosse la donna mentre Era sosteneva che fosse l'uomo.
Decisero allora di chiamare in causa Tiresia, considerato l'unico in grado di risolvere la disputa essendo stato sia uomo sia donna.
Interpellato dagli dei, Tiresia rispose che il piacere si compone di dieci parti: l'uomo ne prova solo una mentre la donna nove, quindi una donna prova un piacere nove volte più grande di quello di un uomo.
La dea Era, infuriata perché Tiresia aveva svelato un tale segreto, lo accecò.
Zeus però, pur non potendo annullare il maleficio di Era (gli dei greci, infatti, non possono cancellare ciò che hanno fatto o deciso altri dei),  per riparare il danno subito gli diede la facoltà di prevedere il futuro e il dono di vivere per sette generazioni.

mercoledì 2 novembre 2016

Solo una sana e consapevole libidine salva ...


Se Giacomo Casanova avesse potuto vivere la sua errabonda vita di libertino in un’epoca tecnologicamente avanzata come questa avrebbe escogitato altre, ben più immaginative soluzioni per eternare le sue conquiste amorose. In modo ben più colto e raffinato rispetto ai  "GV" ai Corona ed altri pseudo libertini odierni. Avrebbe potuto diffondere in modo continuo e "popolare" una ventata di bellezza in perenne omaggio al grande dono del fascino femminile. 

La bellezza e la grazia femminile è infatti l'unico dono dei numi per supplire alle troppe brutture d’un mondo emerso quasi per gioco (c'è chi dice a dadi)  e improvvidamente abbandonato a se stesso.  Gli antichi volgarmente e paradossalmente appellati "pagani" ( da pagus = villaggio)proprio dai grezzi e bigotti villani che ne hanno cancellato la cultura) erano ben consapevoli di tale dispensa ammessa alla negligente umanità per lenirne il dolore , anche se forse spaventati da tanto potere  hanno poi dato più risalto alla maschia virilità che alla delicatezza del corpo femminile. Tempi dell'età dell'oro, quando l’eros non era visto come peccato, ma piuttosto fonte di felicità! 

Ma oggi - direte in molti - siamo tornati agli antichi fasti, c'è stata la liberazione dei costumi, del desiderio, il superamento dei bigotti pregiudizi! Purtroppo ... ahimè... tale "rivoluzione" è solo fittizia, il bigottismo dilaga sotto altre vesti ma con lo spirito mai sopito del manicheismo, che altro non è che la demonizzazione delle cose belle delle vita! Animalisti più fanatici di San Francesco, astinenti più degli anacoreti, spregiatori del fascino femminile più di San Paolo... oggi hanno nuovi nomi, come i "Vegani" che da alieni invasori del pianeta Terra combattuti da Goldrake oggi sembrano avere vinto e avere invaso il mondo a partire dai supermercati!  
Per carità! E' tutto lecito purché non si pretenda di imporre astinenze a chi vuole vivere senza "astenersi"!

Il femminismo da movimento di liberazione (a cui si deve la minigonna) oggi è diventato un movimento di "infibulazione" della femminilità! Una volta il nudo femminile era additato come un’offesa al pudore, ora è messo all'indice come un’offesa alle donne stesse che esibiscono le loro bellezze, rendendosi schiave di questa società maschilista che ne fa oggetto di mercimonio. Siamo al culmine del delirio bigotto! Una giovane donna ha un bel corpo.
E non è un male soltanto italiota! Le femministe Londinesi recentemente si sono scagliate contro dei manifesti pubblicitari di una ditta di integratori che esibivano una bella ragazza in bikini con lo slogan "Beach Body Ready" (Corpo pronto per la prova costume)... Lo stesso manifesto con uomo dal ventre tartarugato non ha creato però alcuna indignazione... di nuovo paura del potere della bellezza femminile! Paura poi condivisa dal sindaco islamista di Londra che recentemente ha messo al bando dalla "Tube" londinese i manifesti che mostrano il corpo femminile

Non siamo dunque lontani dal bigottismo descritto satiricamente da Federico Fellini in un episodio del film antologico “Boccaccio ’70”, dal titolo “Le tentazioni del dottor Antonio”. In breve: un vecchio collotorto, tutto dedico alle pratiche devote, subisce un vero e proprio trauma quando vede che davanti alle sue finestre stanno erigendo un grande cartellone pubblicitario con la foto d’una scollatissima Anita Ekberg, che mostra le sue splendide poppe mentre un coretto intona la canzoncina “Bevete più latte, il latte fa bene!”. Fa di tutto per impedire lo sconcio, ma senza successo, e finirà tormentato da sogni erotici in cui sprofonderà terrorizzato nel seno della donna esecrata, la cui immagine sul cartellone s’è fatta gigantesca, avvolgente, irresistibile.
Paura del potere della bellezza. Oppure forse il fatto che la nudità sia retribuita a fini pubblicitari la rende turpe agli occhi dei "vituosi" (che vivono di rendita)? Non dovrebbe invece la bellezza essere considerata un bene dal valore artistico? Perché mai il potere dell'immagine della  femminilità, non dovrebbe essere considerato una risorsa economica? Forse il denaro guasta la bellezza? Fidia e Michelangelo si facevano pagare per le loro sculture. Mozart e Da Ponte si fecero pagare dai committenti, senza vergogna alcuna, i loro lavori. Il “Don Giovanni” rimarrà forse contaminato in eterno perché composto a pagamento? Un poeta e un musicista, se non vogliono bruttare la loro arte, devono offrirla gratis? Le modelle si sono sempre offerte nelle loro nudità ai pittori d’un tempo ispirando i grandi capolavori eterni , e non lo facevano gratis!

La grande ipocrisia del nostro tempo è che da un lato si parla tanto di emancipazione femminile, dall’altro si vuol impedire a una donna adulta e nel pieno possesso delle sue facoltà mentali di decidere se usare come risorsa economica le bellezze del proprio corpo. E' una emancipazione "di maniera" priva di ogni contenuto di liberazione "vera". Dove sarebbe la schiavitù imposta dal maschio, in una libera scelta,? Pretendere di tutelare la donna nella sua dignità impedendole di scegliere con la propria testa quello che ritiene meglio per sé, evidenzia la volontà di trattarla da “civis minoris iuris” incapace di intendere e di volere. Qualcosa di molto simile alle famigerate “quote rosa” che considerano le donne bisognose dell'"aiutino" come se essere donna fosse un "handicap"! 

Io quando vedo un bel corpo femminile in un manifesto pubblicitario mi sento il cuore pieno di gioia (e si lo ammetto anche la patta dei pantaloni si riempie!). La malinconia mi viene invece quanto vedo una bella donna camuffata da maschiaccio con vestiti che la nascondono o ancora peggio (lo so non è politically correct.. ma è risaputo che io non lo sono) una donna con il velo islamico o il burqa... Quanto spreco!... Se fossi religioso considererei tale scempio di bellezza un peccato mortale! 

Cantava Zucchero Fornaciari: "Solo una sana e consapevole libidine salva ..."

Un mondo senza bellezza è la cosa più simile all'inferno che mi venga in mente!

Gandolfo Dominici


venerdì 28 ottobre 2016

Che cosa è accaduto con i governi?

"Che cosa è accaduto con i governi? 

Secondo la tradizione caddero gradualmente in disuso. 

Chiamavano alle elezioni, dichiaravano guerre, imponevano tasse, confiscavano fortune, ordinavano arresti e pretendevano di imporre la censura e nessuno sul pianeta li ubbidiva. 

La stampa smise di pubblicare i loro articoli e le loro effigi . I politici dovettero cercare lavori onesti"
J.L. Borges, Il libro di sabbia, Adelphi, p.74

martedì 23 febbraio 2016

Amore e Immaginazione


"Il contatto attraverso l’immaginazione produce un’intimità straordinaria.
Quando l’immaginazione si concentra intensamente sul carattere dell’altro…l’amore segue presto.
Può ben darsi che i rapporti umani traggano beneficio della ripetuta esortazione ad amarsi l’un l’altro,
ma perchè un rapporto continui a vivere, l’amore da solo non basta. Senza l’immaginazione, l’amore ammuffisce in sentimentalismo, dovere, noia.
I rapporti falliscono non perchè abbiamo smesso di amare, ma perchè, prima ancora, abbiamo smesso
di immaginare."
(James Hillman. La forza del carattere. p.255)

lunedì 15 febbraio 2016

IL TEMPO

Il TEMPO viene rappresentato come una successione lineare - “la “linea del tempo” - ma la linea è immobile, mentre il tempo è mobilità. La linea è già fatta mentre il tempo è ciò che si fa, anzi è ciò per cui ogni cosa si fa. 
(da: “La pensée et la mouvant » di Henry Bergson, 1934).

giovedì 11 febbraio 2016

Lentamente muore (Ode alla vita)

 Lentamente muore
(Ode alla vita)
Lentamente muorechi diventa schiavo dell'abitudine,ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia,chi non rischia e cambia colore dei vestiti,chi non parla a chi non conosce.Muore lentamentechi fa della televisione il suo guru.Muore lentamente chi evita una passione,chi preferisce il nero su biancoe i puntini sulle "i"piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi,quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,quelle che fanno battere il cuoredavanti all'errore e ai sentimenti.Lentamente muorechi non capovolge il tavoloquando è infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l'incertezzaper inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vita,di fuggire ai consigli sensati.Lentamente muorechi non viaggia,chi non legge,chi non ascolta musica,chi non trova grazia in sé stesso.Muore lentamentechi distrugge l'amor proprio,chi non si lascia aiutarechi passa i giorni a lamentarsidella propria sfortuna o della pioggia incessante.Lentamente muorechi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosceo non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.Evitiamo la morte a piccole dosi,ricordando sempre che essere vivorichiede uno sforzo di gran lunga maggioredel semplice fatto di respirare.Soltanto l'ardente pazienzaporterà al raggiungimento di una splendida felicità.
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A Morte DevagarMuere lentamentequien se transforma en esclavo del hábito,repitiendo todos los días los mismos trayectos,quien no cambia de marca,no arriesga vestir un color nuevoy no le habla a quien no conoce.Muere lentamentequien hace de la televisión su gurú.Muere lentamente quien evita una pasión,quien prefiere el negro sobre blancoy los puntos sobre las "íes"a un remolino de emociones,justamente las que rescatan el brillo de los ojos,sonrisas de los bostezos,corazones a los tropiezosy sentimientos.Muere lentamentequien no voltea la mesacuando está infeliz en el trabajo,quien no arriesga lo cierto por lo inciertopara ir detrás de un sueño,quien no se permite por lo menos una vez en la vida,huir de los consejos sensatos.Muere lentamentequien no viaja,quien no lee, quien no oye música,quien no encuentra gracia en sí mismo.Muere lentamentequien destruye su amor propio,quien no se deja ayudar,quien pasa los días quejándosede su mala suerte o de la lluvia incesante.Muere lentamente,quien abandonando un proyecto antes de iniciarlo,no preguntando de un asunto que desconoceo no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.Evitemos la muerte en suaves cuotas,recordando siempre que estar vivoexige un esfuerzo mucho mayor queel simple hecho de respirar.Solamente la ardiente pacienciahará que conquistemos una espléndida felicidad.

Martha Medeiros
(2000; erroneamente spesso attribuita a Pablo Neruda, questa poesia è di Martha Medeiros, giornalista, scrittrice e poetessa brasiliana nata a Porto Alegre nel 1961).

martedì 2 febbraio 2016

La vita è scorrere di amori

La vita è lo scorrere delle illusioni di cui le più grandi sono amori. 
Se si smette si illudersi amando la vita non può scorrere e si muore. 
G.D.

venerdì 25 dicembre 2015

Breve pensiero sul Natale

Il Natale serve a una cosa importante, talvolta piacevole, talaltra melanconica. A Natale ci si accorge di chi c'è e di chi non c'è nella nostra vita: di chi non c'è e vorremmo ci fosse, di che c'è e non vorremmo ci fosse, di chi c'e' stato e non c'è voluto più essere, e, talvolta, della speranza di chi ci potrà essere.Insomma il Natale fa il punto per rinascere col Sole ogni anno.
G.D.

venerdì 9 ottobre 2015

AGO ERGO SUM

"AGO ERGO SUM". 
Il desiderio diretto ad uno scopo genera la volontà, la volontà genera l'azione, l'azione dà forma all'attore. 
Desiderio, volontà, azione e attore costituiscono un processo unitario che è l'esistenza. Senza azione l'attore non esiste, ma è sospeso nel limbo del possibile ma non reale.
G.D.

lunedì 28 settembre 2015

Lascia vivere le passioni...


Opporsi alle passioni è non solo inutile ma dannoso. 
Se le allontani dai loro aria e le alimenti, se invece le chiudi nascondendole dentro di te il loro fuoco brucia il tuo ossigeno e ti uccide. 
Lasciale vivere, bruciare e fare il loro corso e loro lasceranno vivere te. 
G.D.

lunedì 31 agosto 2015

Sapiosexual

Il "Sapiosexual" non è una nuova moda... fu sperimentato già da Adamo ed Eva quando assaggiarono il frutto della conoscenza e per questo furono cacciati dal finto e noioso giardino dell'Eden per sperimentare il vero significato dell'esistenza.
G.D.

giovedì 20 agosto 2015

Perchè filosofeggiare


Il mondo di oggi governato dalla tecnica sembra rifiutare l'importanza dell'introspezione e della filosofia. La conoscenza del "fare" sembra oggi slegata dalla "conoscenza dell'essere". Questo è un errore. chi pensa di saper fare senza dovere saper essere è come un automa di carne. 


Il termine filosofia come è noto deriva dal greco antico φιλοσοφία, traslitterato in philosophía e composto da φιλεῖν (phileîn), "amare", e σοφία (sophía), "sapienza", ossia "amore per la sapienza".

 Dunque la filosofia come campo di studi che si pone domande e riflette indagando sul "senso" dell'essere e dell'agire nel mondo partendo dall'analisi del'attore "l'Uomo". Senza conoscere l'Uomo non si può capire quali azioni esso può compiere. Senza l'introspezione l'azione nel mondo esterno risulta spesso inconcludente se non addirittura dannosa per lo stesso agente, e questo è tanto più vero oggi in un contesto in cui l'evoluzione tecnica e sociale ha creato più potere e più complessità. Oggi, più che mai, conoscere e sapere è importante (alcuni studiosi definiscono la nostra stessa economia come knowledge economy) per potere agire e avere successo.

Si può sparare senza conoscere le caratteristiche di un'arma?
Forse si ma affidandosi al caso. Conoscendo l'arma e il tiratore sicuramente il rischio di fallire o farsi male è inferiore. Come per un'arma conoscere le potenzialità, le caratteristiche e i limiti dell'individuo è un prerequisito essenziale affinché egli possa esprimere pienamente le sue potenzialità.
Conosci te stesso (in greco antico: Γνῶθι σεαυτόν, Gnōthi seautón) è il principio alla base della filosofia.

A cosa ci serve dunque la filosofia?
La filosofia è fondamentale per allenare la mente a trovare le soluzioni migliorie nel qui ed ora.
La filosofia è importante per non essere gabbati da chi vuole proporci false verità.
La filosofia è importante per chi decide di governare, perché chi ignora la filosofia non ha la capacità di poter organizzare una comunità e risolverne i problemi.
La filosofia aiuta a conoscersi e attraverso un processo alchemico (VITRIOL), crea il nuovo nel continuo divenire.

L'amore per la saggezza accende la luce così la soluzione può essere vista.

G. D.

martedì 21 luglio 2015

LA MASCHERA PUSILLANIME

Brian M. Viveros

Biascicanti e funamboliche incongruenze, 
buttate in voli accidentali,
nascondo le verità dietro la maschera.
Impassibili desideri di peccati chiusi nel pensiero,
dietro la maschera,
colmano il vuoto dell'anima,
Il pensiero tabù,
resta sospeso dentro un orologio fermo.
La maschera come un equilibrista,
sul filo dei dei desideri, 
dipinge la sua banale conformità,
agli occhi dei più.

mercoledì 15 luglio 2015

Il senso del ridicolo della vita

L'esistenza, l'universo, la vita, l'amore, l'odio, la passione... tutto è un gioco ridicolo, folle, fine a se stesso e senza senso. 
Quando l'uomo cerca di trovare il senso ultimo dell'esistenza smette di vivere e si chiude in una vana commiserazione della sua stessa natura. 
Vivere assume un senso se si ride al ridicolo gioco dell'esistenza. 
E' allora che il piacere di vivere diventa il senso di Tutto. 
G.D.
 
"Colui che paventa il ridicolo non andrà mai lontano, nel bene come nel male, rimarrà al di qua dei suoi talenti, e quand'anche avesse genio, sarebbe pur sempre votato alla mediocrità."  Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

lunedì 25 agosto 2014

Realtà

author: Piranesi
"[...] Accettiamo facilmente la realtà, forse perchè intuiamo che nulla è reale.
[...] l'incensata città che avevo percorsa; sorta di parodia o d'inverso e anche tempio degli dei irrazionali che governano il mondo e dei quali nulla sappiamo, se non che non somigliano all'uomo. [...]"

Tratto da "L'immortale" di Jorge Luis Borges.

martedì 12 agosto 2014

Genesi del Desiderio

DESIRE by Dr. Adhiletchum. Surface Painting, Year: 2012

«La qualità perturbante dell’oggetto desiderato è data proprio dal fatto che non ci è possibile vederlo nella sua realtà obiettiva, perché il suo volto, come accade per i personaggi del sogno, è formato dalla sovrapposizione di nostre immagini interne, dalla condensazione di più volti. Un viso che, come tale, non riusciamo mai a focalizzare perfettamente, e che subisce continue metamorfosi a seconda dei nostri movimenti transferali. Ecco allora che l’amato o l’amata possono contemporaneamente apparirci ora come l’incarnazione di una promessa di appagamento ora come traditori delle nostre aspettative.»
 Aldo Carotenuto, “Riti e miti della seduzione”, Bompiani, 1994

sabato 2 agosto 2014

Ingratitudine

"Tale è la natura umana che al primo regalo che gli fate, si prosterna; al secondo, vi bacia la mano; al terzo, si inchina; al quarto, si contenta di un cenno del capo; al quinto, vi tratta con confidenza; al sesto, vi insulta; e al settimo, vi trascina in tribunale perché non gli avete dato abbastanza."
 Georges Gurdjieff 

giovedì 31 luglio 2014

Come muoiono le infanzie....


«È così che muoiono le infanzie, quando i ritorni non sono più possibili perché i ponti tagliati inclinano verso l’instancabile acqua le travi sconnesse nello spazio estraneo. Non c’è allora altro rimedio che quello del serpente: abbandonare la pelle nella quale non entriamo più, lasciarla a terra, tra i cespugli, e passare all’età successiva. La vita è breve, ma in essa entra più di quel che siamo in grado di vivere».

José Saramago, “Di questo mondo e degli altri”

mercoledì 16 luglio 2014

Rabbia e(') Vitalità

Dentro ogni grande dolore c'è un grande amore da cui deriva  la rabbia diretta verso la sopravvivenza e la vita....
"...è solo quando ci sentiamo traditi dalle persone che amiamo di più e di cui ci fidiamo in tutto e per tutto che il dolore per la loro perdita ci diventa così intollerabile che siamo costretti a trovare qualche modo per cancellarlo e far finta che non sia mai esistito..."  [Marcoli A. Il bambino arrabbiato, p.217]